I Testimoni di Geova -
      analisi critica di un culto
I Testimoni di Geova -
      analisi critica di un culto
I Testimoni di Geova -
      analisi critica di un culto
I Testimoni di Geova -
      analisi critica di un culto
Vai ai contenuti

Le dottrine

Cronaca del matrimonio di mio fratello

Esperienza inviatami da un ex TdG

Da ex TdG, per dovere di cronaca, devo riportare questa esperienza, del matrimonio di mio fratello TdG.
Venerdì 20/05/2005, ore 11.30, mio fratello si sposa con la figlia di un anziano. In casa, i miei familiari, hanno fatto di tutto per invitarmi al matrimonio, ma mi è consentito partecipare solo alla cerimonia. Al levarsi di qualche mia obiezione provocatoria, mi assicurano che hanno fatto veramente tutto il possibile per farmi partecipare quanto più compiutamente fosse possibile, ma le regole sono le regole. Tali regole chiaramente non sono una loro iniziativa, quindi non possono opporsi a quanto umanamente incomprensibile, ma giusto, perché scritto. Va bene, passerà anche questa.

Quindi appuntamento in sala. Tra gli invitati anche parenti estranei all'ambiente TdG. Tutto procede con una certa normalità. Siamo di fuori e inizia a raggrupparsi un po' di gente. Tra gli invitati c'è anche qualche mio vecchio amico e compagno di merende TdG, ma il dovere all'estraneità si contempla in sguardi evasivi e schivi. Mi trattengo un po' in totale tranquillità con i parenti inconsapevoli della situazione, scambiando saluti, abbracci e ricordando aneddoti ormai passati alla storia. Ok, è ora di entrare. Mia madre mi si avvicina e con volto disteso dice: "È ora di accomodarsi. Andiamo dentro. Tu Franco (io) entri con me e ti siedi vicino a me!". Questa precisazione sul fatto che debba sedermi vicino a lei, peraltro forse anche di rito per la cerimonia, mi mette un sorrisino sulle labbra. Non ho coscienza se abbia un significato ben preciso, ma ne sento il sospetto.

Siamo dentro, tutti accomodati. Arriva la sposa, si inizia la cerimonia. "E il momento delle foto". Senza tanti problemi mi alzo, così come la sorella della sposa e altri familiari stretti, e cerco le angolature più apprezzabili per delle buone foto. Solo dopo, guardando le foto nel dettaglio, valuterò l'osservarmi imperterrito di alcuni presenti. Si sarà già sparsa la voce di chi sia io realmente?! La prova d'integrità più grande per la famiglia "pippo"?! Una volta sapevo che i figli erano figli, a prescindere. Invece ultimamente ho sentito definirmi diversamente.

Il cerimoniale continua, si arriva allo scambio degli anelli, le firme, cantico finale: è sempre lo stesso, il 171 se non sbaglio. Tre strofe da ripetersi sullo stesso motivo. Mi esimo dalla fredda belata. Preghiera finale. Amen per gli altri.
Siamo ai saluti agli sposi. Ma... cosa devo fare?! Posso salutare anche la sposa oltre a mio fratello, o sarebbe un situazione che crea inciampo?! Mi viene detto che non ci sono problemi.

Chiedo chiarimenti anche su come comportarmi con i suoceri acquisiti che vedo solo ora per la prima volta. "Ma scherzi, che problemi ti fai?!", risponde mia madre. Cavolo, non sapevo di essere così cretino. E pensare che fino alla settimana scorsa gli inviti a casa dei miei genitori erano strettamente subordinati alla non presenza dei nuovi suoceri. Formalmente non era così. Non c'era nessun problema, potevo andare a mangiare dai miei in qualsiasi occasione. Fatto è che quando c'erano i nuovi suoceri a soggiornare, non arrivavano mai inviti e ai colloqui telefonici con i miei genitori sul come state, cosa fate, si eludevano tutti i discorsi sulla sospetta presenza di futuri suoceri, cugine della sposa e varie. Ma che ridere. Forse sono davvero cretino...

Un sabato sera a mangiare dai miei, chiesi di rimanere a dormire da loro vista l'estenuante escursione della giornata. Mo, mi, mu, ma... la risposta è no! Perché?! "Lo sai...".
Invece per la futura sposa, le sue cugine e suoi genitori, casa dei miei è un porto di mare. Quindi come figlio mi viene negata anche l'ospitalità. Ah, dimenticavo, io sono un convivente, da 8 anni, ma convivente, quindi immorale... Ora mi viene in mente perché tutti i parenti TdG al matrimonio mi hanno esortato al matrimonio, quasi con tono di supplica. Ma oggi, l'essere per me sposato, cosa avrebbe cambiato?! Affermazione che la mia ragazza azzarda con una mia zia TdG. La risposta è nulla. Tra l'altro un'ulteriore affermazione alla quale non ho avuto risposta è: che significato può avere il mio matrimonio laico per i TdG?! Per i TdG che valore può avere il mio matrimonio da laico, visto che per loro è un'istituzione divina, santa?! Mai avuto risposta.

Siamo in uscita dalla sala, quando la sposa mi chiede se andiamo via subito o dopo le foto. Non capisco il nesso: due foto ci vorranno, visto che non le faremo al pranzo. E così sia. Facciamo le foto. Ma la situazione sembra comunque affrettarsi verso lo spezzarsi della convivialità oltre cerimonia.
E via così, finisce tutto, siamo di fuori, ci vediamo al ristorante. "Ehm...  scusa zia, io al ristorante non ci sarò...". "E perché mai?" Prontamente mia madre mi si avvicina dicendomi: "Non stare a dare troppe spiegazioni... dì che non ci sarai e basta". Va benissimo... "Cari parenti non TdG non fate troppe domande: vi basti sapere che la mia partecipazione al matrimonio di mio fratello si interrompe qui".

Sbigottimento generale, ma la polemica rimane chiusa dentro le bocche per non turbare l'occasione di festa. È tutto a posto. Io e la mia ragazza prendiamo il fagotto e partiamo per la programmazione della giornata diversiva al matrimonio che si completa nel modo più blasfemo che un TdG possa vedere. Audi A4 Spider davanti all'uscita della sala, con al volante il mio cugino acquisito, con la sua ex moglie e a me cugina al posto passeggero, entrambi ex TdG (lei ex sorellina perfetta, matrimonio da mille e una notte, spezzato dalla scoperta di non provare niente l'un per l'altro il giorno dopo il matrimonio). Saliamo, si parte, capelli al vento e via al primo ristorante di grido per completare il matrimonio differito del mio fratellone.



 
   
       
Click sull'immagine per
accedere alla pubblicazione
Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo
dei Testimoni di Geova
Torna ai contenuti